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domenica, 25 dicembre 2005

I blog non servono a un cazzo.
Un giorno qualcuno mi aveva proposto di aprirne uno, probabilmente per leggere le mille stronzate con cui lo farcirei a cadenza varibile, ma gli ho riso semplicemente in faccia (anzi in chat). Perchè davvero non servono a un cazzo, la gente non legge i cazzi tuoi, la gente non ha tempo di leggere, la gente deve fare le stronzate che si fanno tutti i giorni, e se non ne ha le inventa o va a rompere i coglioni a qualcuno che qualcosa da fare ce l'ha davvero.
Quindi a chi servirebbe, a me?? Io non ho bisogno di sfogarmi in questi modi tecnologici ma pur sempre infantili.. e soprattutto non mi piacciono i miei monologhi!
Questi sono i motivi per cui io non aprirò mai un blog personale. Quindi non chiedetemelo più, chiaro?!?

postato da: Figufo86 alle ore 20:00 | link | commenti (6)
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Convenzioni del cazzo

Il natale non mi piace.. è diventata troppo una convenzione. Ci si fa gli auguri solo xkè siamo abituati a farli, si dice "buon natale" come si direbbe "salute" a uno starnuto o "porco dio" a una martellata su un dito.. non si pensa più a niente ormai. Facciamo tutti tutto quello che si deve fare. Xkè è da fare. Xkè è il regolamento. E' giusto che sia così. Cazzo, sì!
Ma poi i regali cosa c'entrano??? Ormai si fanno regali a ogni occasione, e le pubblicità in proposito in tv mi fanno solo e sempre più schifo, la verità è che abbiamo paura di fare regali inaspettati, ci nascondiamo dietro festività per regalare qualcosa, per dimostrare i nostri sentimenti, xkè farli fuori dalle feste sarrebbe sbagliato. Non rientra nella tradizione. Non segue le regole.
E allora intasiamo tutti i negozi a natale, ogni anno sempre la stessa storia, come le code in autostrada d'estate, tutti a fare quello che si deve fare, xkè è normale ed è giusto che sia così.

Dio che schifo...

postato da: Figufo86 alle ore 20:10 | link | commenti (2)
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lunedì, 26 dicembre 2005

Return to the routine Pt. I: back to banality

Sì, oggi faccio la parte di quegli sfigati stramalati di mente che a vacanze appena iniziate pensano già al ritorno al lavoro\scuola\cazzi_loro. Perchè alla fine non è banale la cosa.
La prospettiva di gran parte della propria vita passata in un ufficio a devastarsi la mente per cercare di risolvere qualunque problema non alletta nessuno, eppure la gente lo fa. Lo fa xkè è costretta da sè stessa. Lo fa xkè non ha altro di meglio da fare. Ma davvero, stare chiusi in un ufficio per gran parte della propria vita ha un retrogusto di pazzia, per tutti. E il ritorno alla routine - la banalità della routine - è nascosto solo dalle stronzate che abbiamo fatto o faremo (siamo ancora nel 2005, cristo!) durante le vacanze.
E poi al lavoro mi stupisco della gente che piazza sulla propria scrivania un casino di stronzate inutili, come le foto di famiglia, sorpresine prese da chissà quale uovo kinder, disegni sbiaditi di bambini dell'asilo che ora probabilmente avranno anche 20 anni... la gente non vuole personalizzare il proprio ufficio per sentirlo proprio, vuole personalizzare la propria vita perchè ha paura che gli sfugga di mano! Non sentiamo più nostra la nostra vita, facciamo cose che non vogliamo senza essere costretti da nessuno, almeno da bambini ci incazzavamo coi nostri genitori quando eravamo obbligati a fare qualcosa, ora invece non possiamo. E abbiamo il terrore che la vita non sia più nostra. E che non lo sarà mai più... (e un po' abbiamo ragione?)

postato da: Figufo86 alle ore 12:36 | link | commenti
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martedì, 27 dicembre 2005

Oggi ho capito che la gente, per quanto possa cercare di ingannarti e farti credere il contrario, alla fine è sempre umana, e prima o poi fa qualche cazzata legata alla nostra natura di carbonio imbottito di ormoni, e qualcuno ci rimane male, a volte.

Oggi dio esiste un po' meno di ieri
Today god exists a little less than yesterday

(vediamo di non farci riconoscere subito, ok?!?)

postato da: Figufo86 alle ore 00:58 | link | commenti
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venerdì, 30 dicembre 2005

L'involontario inganno del sorriso

Ok, oggi vi voglio parlare di quando eravate piccoli piccoli ed il mondo era bello bello e nessuno diceva mai bestemmie. Giusto xkè il mondo era bello.
A quei tempi, la mente umana sottomessa al fine della riproduzione spingeva gli adulti che ci circondavano a fare mille stronzate nel tentativo di farci divertire, ma la cosa purtroppo di solito non si ferma all'infanzia più prematura, e anche più avanti negli anni i grandoni tendono a fare di tutto per farci pensare che il mondo la fuori è divertente, che la vita è felice, che il porco dio non è porco! E ci sommergono coi loro sorrisi involontariamente ipocriti, spontanei e motivati perdio, ma noi continuiamo a credere che il mondo sia bellobello fino alla solita età del cazzo, quando l'eden in cui si vive è deturpato dalla mela del peccato che ci sconvolge la vita e ci fa sembrare diversi. E da cosa??
Comunque... la storia la sapete, si viene cacciati dall'eden e si partorisce con dolore... ci siamo passati tutti, no? In ogni caso la fine dell'eden sancisce la fine dei sorrisi e della felicità di chi ci circonda, la fine degli obiettivi facili, la fine della speranza imposta. Ma tanto ormai siamo grandi...
Eppure quei cazzo di sorrisi ci mancano, cazzo sì, e li cerchiamo dappertutto, li cerchiamo senza sosta perchè ne abbiamo bisogno, ma non ce ne basta uno qualsiasi, ne vogliamo uno vero, uno motivato. E quando lo troviamo, scopriamo che la persona capace di quel miracolo è colei con cui vogliamo passare il resto della nostra vita, e se siamo fortunati tutto questo ha un lieto fine. Punto. Il mondo è bello, no?

postato da: Figufo86 alle ore 12:38 | link | commenti (1)
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lunedì, 02 gennaio 2006

The call of the assuefaction

C'è un equilibrio, alla fine. In tutto. Per forza di cose...
E a volte rompe i coglioni.
Già.

Parliamo dell'assuefazione. Ok, quando si assume la sostanza\si fa la cosa\si fa in modo di ottenere ciò che ci prova piacere mentale (e quindi piacere immaginario, ma alla fine quale piacere è reale?) è strabello. Ma poi?
Io lo chiamo il richiamo dell'assuefazione.
Quando stiamo facendo qualcosa di pesante, di mentalmente impegnativo che non dà soddisfazioni, allora la mente va in cerca di qualcosa che la soddisfi. E cosa trova? La nostra assuefazione. E allora la cosa diventa pesante, come quando siamo a scuola\lavoro e ci mettiamo a pensare alla sigaretta\bicchiere di birra\tipa stupenda di sabato sera... la nostra mente ce la fa pagare, c'è un equilibrio in tutto questo, e ciò che abbiamo provato di piacevole ora se lo riprende, e noi soffriamo al pensiero del piacere che in quel momento non possiamo provare, fino a quando possiamo di nuovo. E la cosa si ripete all'infinito.C'è un equilibrio, c'è sempre un fottuto equilibrio, ma questa volta non ci piace. E non possiamo farci niente, siamo solo umani... ancora per molto, se continuiamo di questo passo.

Ma non mettetevi a pensare a queste cose mentre vi assuefate, mio dio, vi rovinerei il divertimento!! Chiedo perdono!

postato da: Figufo86 alle ore 00:34 | link | commenti (1)
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lunedì, 09 gennaio 2006

Questo flusso di (in?)coscienza di oggi è dedicato alle (purtroppo) tante tipe che conosco, e che magari mi considerano immaturo.

Ok, avete ragione, ma non per il motivo che intendete voi.
Il fatto che vi dia fastidio quando mi metto a sparare cazzate a ripetizione, quando faccio battute a sfondo erotico, quando scherzo a proposito del vostro gentil sesso (l'avete voluta la parità sessuale? mò si pedala...) non mi rende necessariamente immaturo. Vi dà fastidio, punto. Fate bene a farmelo notare, a dirmi che sono un coglione, che sono malizioso, non è che me ne sbatto completamente dei vostri commenti perbenisti e quasi sempre fuori luogo, diciamo che ne tengo un poco conto, perchè quando ho voglia di far divertire la gente che mi circonda (tanto per distrarli, Visto che devono morire...) non siete voi che mi fermate, voi e il vostro perbenismo del cazzo, perchè se cerco una tecnica col più alto rapporto comicità\sbattimento per raggiungere il mio scopo, allora è normale che si scada nel sessuale, tecnica che cerco di sfruttare solo quando non sono al meglio delle mie facoltà mentali, come mi capita spesso di questo periodo. Quindi non rompete il cazzo!
Perchè l'immaturità non è questa, l'essere immaturo è colui che fa soffrire la gente e non se ne accorge, che persiste a farlo non perchè non ha il coraggio di reagire, ma perchè non ha lo sbattimento di capire i sentimenti altrui e si costruisce incoerentemente idee proprie su sentimenti altrui che non possono che non rispecchiare assolutamente la realtà, non è possibile raga, avete solo paura di capire gli altri cazzo. E se li fate soffrire, allora questo mi fa girare i coglioni. Anche se alla fine siamo tutti un po' immaturi, è vero che non dipende solo da noi se inteso in questo senso, ma se ci sbattessimo un attimo di più... e non ditemi che avete di meglio da fare! Voi ragazze, poi...

postato da: Figufo86 alle ore 20:38 | link | commenti (4)
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mercoledì, 11 gennaio 2006

In fondo siamo un po' tutti artisti...
L'arte non è ciò che si vede nei musei, o appesa alle pareti immacolate di qualche casa benestante, è solamente ciò che ci distingue dalle macchine. Sono le intuizioni, le invenzioni, le creazioni, le cose della nostra mente che non si limitano a un mero ragionamento logico, ma che prevedono una cooperazione con la fantasia e la creatività.
Siamo tutti artisti senza saperlo, e imponiamo la nostra arte agli altri, perchè abbiamo il bisogno che ci capiscano e che ci elogino per quello che facciamo. L'arte non ha senso se non viene condivisa...
Tutto parte dalle scuole elementari probabilmente, quando ci si rende conto che i complimenti che ci fanno i grandi non ci bastano più, sono falsi e relativi, e ci accorgiamo che le capacità critiche dei nostri amichetti compagni di classe sono ormai mature e pronte per essere sfruttate. Si parte in molte situazioni con l'autodenigrazione, cose del tipo "guarda che schifo il mio disegno!", forse per paura del giudizio dell'altro, ma sicuramente con già nella testa che il nostro disegno è bello, perchè l'abbiamo fatto noi e perchè i genitori e i grandoni in generale ci direbbero che è bellissimo. Ma vogliamo rischiare e cerchiamo il commento di altri...
Abbiamo il bisogno delle critiche degli altri, critiche vere, per migliorarci sempre nella nostra arte, che non è solo disegnare stronzate su fogli immacolati, ma anche e soprattutto vivere la vita trovando soluzioni a tutto, soluzioni nei rapporto cogli altri, ma anche scrivere qualcosa, inventare qualche battuta assurda, inventare cazzate da fare in classe senza farsi sgamare, sfruttare le poche risorse che si hanno per trarne il massimo risultato (divertimento?), proprio e degli altri. Questa è arte. E vi assicuro che c'è più arte in una scuola superiore che in qualunque museo del mondo... Quest'ultima è solo arte approvata all'unanimità, e non per questo deve essere considerata migliore. Secondo me...

postato da: Figufo86 alle ore 22:57 | link | commenti (3)
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mercoledì, 18 gennaio 2006

Deus-ex-Tenebris

In principio era l'uomo. Sì perchè c'è sempre un principio, ma stavolta non è dio, o il caos, o il cazzo di buddha, in questa storia il principio è l'uomo.
O meglio, ciò che era poco prima di acquisire quel qualcosa che l'ha reso diverso da qualunque altro animale, la vera cosa che ci distingue ancora oggi da essi, ovvero la consapevolezza della propria morte. And then there was darkness.
Le tenebre dell'oblio, del terrore, della morte, invasero l'uomo ancora incapace di spiegarsi i fenomeni naturali, un homo sapiens sapiens con un bisogno di sapere che non l'ha mai abbandonato, ma che allora non poteva essere soddisfatto. (vabbè neanche oggi in effetti, ma almeno adesso un po' riusciamo).
Ed è in queste tenebre, questo oblìo della mente umana in precario equilibrio tra il nulla e l'infinito che nacque Dio, un Dio da adorare, un Dio per spiegare, un Dio che rispondeva alle esigenze più recondite e appariscenti di quegli uomini, e chi non credeva era destinato alla sofferenza, per tutta la vita. Anzi, a questo punto, direi per l'eternità. Il concetto è questo, no?

postato da: Figufo86 alle ore 16:19 | link | commenti
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domenica, 22 gennaio 2006

Carnival Time

Lo so che manca ancora un casino, ma stase vi parlo di carnevale, ok? E' una cosa veloce, 4 righe a caso. E se fate i bravi dopo vi spiego cos'è il figufo. D'accordo?
Allora, a carnevale avete presente quei bei bambinetti che si travestono dalle cose più assurde perchè glielo dicono i genitori? Parlo di quelli sotto una cerca età, non quelli post-elementari che si travestono praticamente tutti da punk... (ma da quando è una maschera di carnevale?!?!)
Cmq, pensateci bene, le maschere che indossano non possono essere considerate maschere! O comunque non hanno quella funzione psicologica!
Pensate alle maschere di cui parlano sempre tutti per far vedere che sono filosofi fighi, cioè quelle che ci mettiamo quando siamo in compagnia, quando vogliamo mandare affanculo qualcuno ma ci tratteniamo, quando sorridiamo ipocritamente al profe che fa una battuta orribile... (diciamo che ridiamo contro di lui e non con lui), ecco queste sono le maschere psicologiche. Giusto perchè mascherano il nostro vero io.
E se ci pensate, le maschere di carnevale hanno esattamente l'effetto opposto, ovvero permettono a chi le indossa di comunicare qualcosa di sincero, di dire che in quel particolare personaggio egli si identifica, che anche se di solito fa il bravo bimbo del cazzo, ora che ha il vestito di zorro può uccidere chi rompe, può fare l'eroe come davvero si sente. E' una specie di maschera che annulla la maschera. Assurdo!
E visto che avete fatto i cattivi, il figufo ve lo spiego un'altra volta. Anzi, ve lo spiego solo se vi travestite da zorro a carnevale.



(ma anche no)

postato da: Figufo86 alle ore 22:26 | link | commenti (1)
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